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martedì, 26 maggio 2009

 

CORDOGLIO PER LA MORTE DI ORSOLA MUSSOLINI

Grave lutto nella famiglia Mussolini. Orsola Bùvoli Mussolini, vedova del Comandante Vittorio Mussolini, ha raggiunto la Patria del Signore ieri 25 maggio 2009, contornata dall’affetto dei suoi cari nella sua abitazione di Morlupo (Roma).

Nata a Buenos Aires nel 1914, madre di Adria e Guido IV Capo e Gran Cancelliere dell’Ordine dell’Aquila Romana, visse con il Duce alla Rocca delle Caminate, a Villa Càrpena, a Riccione e a Villa Torlonia.

Madre e sposa esemplare tanto da essere additata da tutti come esempio di fedeltà e di cristianità, lascia un vuoto incolmabile in coloro che ebbero la fortuna di conoscerla.

 

Messaggi di condoglianze sono giunte alla famiglia Mussolini da tutto il mondo. Le associazioni combattentistiche e d’Arma della RSI abbassano i loro labari, i Cavalieri dell’Ordine dell’Aquila Romana si stringono con affetto intorno al loro Capo.


I funerali avranno luogo  luogo mercoledì  27 maggio alla Chiesa parrocchiale di Morlupo, in Via Flaminia.


Le cremate ceneri saranno inumate nella Cripta Mussolini al cimitero di San Cassiano a Predappio, dove riposerà per sempre al fianco del suo ritrovato sposo Vittorio e del Duce.

 

Postato da: nerononpercaso a 19:46 | link | commenti |

domenica, 14 settembre 2008

C O M U N I C A T O  S T A M P A

 

BRUNO: FINI INVITA I GIOVANI A RICONOSCERE I VALORI DELL’ ANTIFASCISMO? CHI RINNEGA E’ UN RINNEGATO!

 

Sull’argomento il Presidente di Vento del Sud Raffaele Bruno ha dichiarato:

 

“Dopo le dichiarazioni di Fini alla Festa di Azione Giovani,  nelle quali ha chiesto ai giovani presenti dell’organizzazione giovanile di AN “Azione Giovani”, di riconoscersi nei valori dell’antifascismo, mi viene in mente quando nel 1992 Fini era acclamato in tutte le piazze d’Italia da migliaia di giovani con il grido “Fini, Fini ..sei il nostro Mussolini”, e lui rispondeva con sorrisi e con il saluto romano. Allora doveva arrivare e fare il fascista gli conveniva. Io, ovviamente, non ero tra quelli, poiché sapevo bene di che pasta era fatto Gianfranco. Ricordo quando eravamo molto più giovani e a Roma accadevano incidenti con i rossi, lui con l’impermeabile bianco impeccabile, era sempre il primo a sparire, imboscandosi vigliaccamente. Io me ne andai già al Congresso di Fiuggi con Rauti, perché non condivisi il progetto di AN, ed ho avuto ragione, poiché oggi AN si sta per sciogliere nel Pdl, un pastrocchio indefinito e senza identità che li porterà alla morte politica. Gianfranco Fini ha militato, è cresciuto ed è diventato quello che è grazie  ai tanti giovani martiri che si sono immolati per difendere valori e ideali, a Giorgio Almirante e al Movimento Sociale Italiano. Chi rinnega è solo un rinnegato!”

 

(Raffaele Bruno - Vicesegretario del MIS-Liste Rauti)  

 

Postato da: nerononpercaso a 13:42 | link | commenti (1) |

sabato, 13 settembre 2008

 

  LA COERENZA DI GIANFRANCO FINI

Inutile girarci attorno, Gianfranco Fini è certamente un uomo molto coerente. Chi come Noi conosce bene il personaggio non può che concordare.

Oggi non si parla d’altro di quanto sia stata giusta la guerra di liberazione partigiana e dell’inequivocabile fatto che il Fascismo fu certamente il male assoluto.

Gianni Alemanno, sindaco di Roma va a dietro a Fini nelle sue dichiarazioni e stessa cosa fa tutta AN.

Fini, un uomo assolutamente coerente. Già segretario nazionale del vecchio MSI-DN, partito che non si è mai dichiarato antiFascista. Fini che, allora segretario del MSI-DN definì Benito Mussolini il più grande statista del secolo. Fini che faceva comizi in cui sosteneva la giustezza della pena di morte in determinati casi. Ricordo un suo comizio fatto a Milano in Piazza del Carmine dove disse tutte queste cose assolutamente esecrabili. Vergognati Gianfranco. Come hai potuto definire quel boia di Benito Mussolini non solo “statista” ma addirittura “il più grande statista del secolo?

Meno male che ora, con la coerenza che Ti contraddistingue finalmente ammetti che il Fascismo è il male assoluto, che Benito Mussolini è stato un boia e così via, e questo non Ti fa onore solo da un punto di vista meramente umano, ma fa di Te un uomo coerente, che non cambia mai idea, che quando dice una cosa la mantiene fino in fondo.

Sei un convinto antiFascita, Bertinotti a Tuo confronto è più Fascista di Te, e Tu, antiFascista, con la coerenza che Ti contraddistingue tieni il simbolo ripugnante del MSI con quella sporca Fiamma Tricolore all’interno del simbolo di AN. Ecco….questo faccio un po’ fatica a spiegarmelo. Faccio fatica perché a me hanno insegnato che l’MSI fu fondato da ex combattenti della Repubblica Sociale Italiana, e, tra i vari nomi, c’è quello del boia Almirante, già segretario (come Te caro Gianfranco) del MSI. Tu oggi hai affermato la verità rivelata da “Dio”, ossia quella che il Fascismo è il male assoluto. Ecco…..allora permetti che un reietto non antiFascista come me possa porgerTi, sempre che sia degno di avere un tale onore (onore capisci? Una parola molto Fascista e quindi anch’essa reietta) una umile domanda? La domanda è :”Perché il più antiFascista dei partiti italiani che non è Rifondazione Comunista, che non è il PDCI di Di Liberto ma, appunto Alleanza Nazionale ha, all’interno del proprio simbolo quello di un Partito fondato al 99,9% da gentaglia reietta che hanno combattuto dalla parte sbagliata che, come Tu ci insegni è quella della Repubblica Sociale Italiana?”

Ti faccio questa domanda poiché la limitatezza mentale della quale sono impermeato mi impedisce di cogliere una risposta adeguata a questa domanda.

 

E poi tanto che ci sono vorrei fare una gara. Voglio diventare come Te Gianfranco, e se posso, vorrei essere ancora migliore di Te, ma so che è difficile, forse impossibile, però voglio provarci e quindi, Tu che hai un po’ più di potere di me Ti prego…..esamina alcune proposte che Ti metto qui sotto e Ti prego, illustrale a tutta AN e falle Tue. Non voglio ringraziamenti per le mie proposte, mi basta che Tu le compia. Dopo l’elenco delle mie umili proposte Ti darò una motivazione e vedrai che la condividerai con me, convincendoTi della bontà delle mie proposte. E in più avrai una duplice soddisfazione. Da una parte farai di me un convinto antiFascista e dall’altra parte avrai fatto del bene alla Patria, anzi no….all’Italia dai, dire Patria fa troppo Fascismo.

 

Ecco le proposte che Ti faccio e Ti prego Gianfranco, falle Tue, Te lo chiedo per il bene del popolo italiano, Tua principale ragione di vita:

 

1)      Abolizione dell’INPS e delle pensioni.

2)      Abolizione della MUTUA e del Servizio Sanitario Nazionale

3)      Abolizione della scuola Pubblica e dell’Istruzione obbligatoria.

4)      Disfacimento dell’80% delle Ferrovie.

5)      Abolizione di tutti i diritti dei lavoratori con l’istituzione di contratti esclusivamente precari con abolizione assoluta dei contratti di assunzione a tempo indeterminato.

6)      Abolizione di tutti i tipi di diritto alla maternità e di qualunque aiuto economico statale che vada a sostegno della famiglia

7)      Abolizione totale (FINALMENTE) dell’Aler (ex IACP) e di qualunque istituzione di organi atti a costruire case popolari da assegnare a famiglie bisognose.

 

Lo so lo so, Ti chiederai il perché io Ti chieda di accogliere tutte queste mie proposte. Te lo chiedo in nome della coerenza che Tu da sempre hai dimostrato e dimostri all’Italia intera.

Te lo chiedo perché tutte le cose di cui sopra sono state fatte dal peggior uomo che abbia governato l’Italia : “Benito Mussolini” e dalla peggior Ideologia del mondo :”quella Fascista”.

 

Caro Gianfranco Fini, io so che non posso contare sugli altri politici, ma su di Te possiamo contare tutti, e quindi Ti prego, queste cose sono state fatte da quello che Tu hai molto giustamente definito MALE ASSOLUTO e quindi hai il dovere, in quanto tutelatore dell’antiFascismo di abolire tutto questo. Ora sei al Governo, hai l’autorità e il modo di poterlo fare, di dimostrare a tutti di che pasta sei fatto, di far seguire i fatti alle parole. Vedrai che gli Italiani, antiFascisti che giudicano come Te il Fascismo un male assoluto Ti ringrazieranno e saranno felici di poter dire un giorno :”Gianfranco Fini è stato il più grande Statista del Secolo”.

 

Con ammirazione che non conosce con-Fini.

 

Lorenzo Guerneri – Federale del MIS - Liste Rauti – Milano.

Postato da: nerononpercaso a 21:11 | link | commenti |

mercoledì, 20 agosto 2008

  INTERVISTA A PINO RAUTI:

di Stefano Pantini:

1) Lei è un personaggio storico per la politica , che ne pensa della situazione politica della Destra Italiana?

Alt! Subito alt! Alla definizione di “personaggio storico”. A parte che mi fa sentire un po’ un pezzo da museo che lì giace come in una teca, c’è il fatto che non spetta a noi, come dire? Adesso e subito, affibbiare quella definizione, lasciamo il tempo al tempo, lasciamo che ci pensino, se e quando sarà il caso a ricorrere a quell’espressione. Ma non sfuggo alla domanda: non “penso bene” della situazione politica di quella che voi definite “Destra Italiana”. Mi sembra che si stia come sciogliendo; si avvia a confluire nel PDL in Italia, e nel PPE in Europa. Senza più radici, definitivamente tagliate, senza più punti di riferimento né ideale né ideologici.


2) La sua storia dal FAR all’ MSI ad Ordine Nuovo, Fiamma Tricolore, MIS, è costellata da diverse difficoltà, qual’é la più amara, e quella più dolce?

La difficoltà più amara fu quella trovata al Congresso di Fiuggi. Non aderii ad A.N. perché in molti – tra  i tanti che mi applaudivano e magari ci piangevano sopra – mi avevano assicurato che, se fossi uscito, se non avessi aderito ad A.N., mi avrebbero seguito. Invece uscii da solo o quasi. Continuarono a piangere ma ci rimasero. Di difficoltà ”dolci” non mi pare di averne incontrate. E credo che non ce ne possano essere quando un impegno politico viene vissuto, come è accaduto a me,con tanta passione e dedizione. Il che oggi però mi fa dire che la passione e la dedizione possono anche portare a una sorta di “accecamento”, alla perdita di quel senso dell’equilibrio razionale e raziocinante che invece, in politica, bisognerebbe sempre conservare. Senno del poi, naturalmente che non serve a niente.


3) I giovani hanno bisogno di credere in qualcosa che sia sincero, giusto e coerente, cosa consiglia?

Certo, i giovani hanno bisogno di credere. Se non si “crede” quando si è giovani, come si fa a vivere in modo decente? Ma è altrettanto certo che oggi i giovani hanno sempre meno motivi per “credere” in qualcosa, e in qualcuno. Con tanti esempi negativi che si vedono intorno, crescono per lo più, nella stragrande maggioranza senza la prospettiva, di credere con impegno, come detto sopra, con passione, che avevamo noi e tutte le generazioni del secolo scorso. Se è possibile dare un consiglio in materia ( ma è possibile? Serve a qualcosa?) Vorrei tanto che qualcuno o qualcosa tornassero ad avere quel ruolo e quella funzione. Vita sociale triste, altrimenti vita sociale grigia e insipida; che poi diventa , come stiamo vedendo, una vita non sociale, una vita di “automi” che cercano solo profitto e benessere. Vita che non vale perché è senza valori.


4) La situazione d’informazione giornalistica mi sembra che sia sempre contro i giovani di Destra, perché ?

Perché l’informazione giornalistica è ancora egemonizzata dalla sinistra; meglio ancora, direi, dal sinistrismo; dal progressismo generico e generalizzante che continua a “fare modernità”, moda ,tuttora, irriducibile.


5) Cosa le piace ricordare della sua lotta politica?

Mi piace ricordare i primi 10/15 anni del dopoguerra,quando, insieme a tanti altri (si legga il libro bellissimo di Carioti in materia su “Gli orfani di Salò” che a me dedica più di una ventina di lunghe citazioni) proseguivo, riprendevo e approfondivo nel terreno politico lo stesso “scontro” che ci aveva portato con tanta adolescenziale purezza di intenti, a militare nei reparti giovanili della Repubblica Sociale.


6) E’ cambiato il modo di far politica?

Certo che è cambiato; e quanto è cambiato! A me sembra che sia cambiato in peggio e non sono il solo a pensare, a ritenere, a giudicare che sia cambiato in peggio, lo dicono un po’ tutti; e , se volessimo far riferimento ai libri che ne scrivono, potremmo dire che è disponibile una “folta” libreria. E’ cambiato il modo di fare politica, perché sono cambiati, come detto sopra, i punti di riferimento. In sintesi? Pochi valori e molti interessi.


7) C’era più partecipazione nel fare politica 30,40 anni fa?

Ed è soprattutto questo, quello che oggi manca nella politica: la partecipazione, il senso, la sensazione diffusa - quella che si respira con l’aria, come l’aria; e che, come l’aria da la vita – che si fa qualcosa di condiviso e di condivisibile da tanti altri. Adesso, ognuno “fa”, ognuno “va” per conto suo. E per questo, anche in politica, e nel fare politica, c’è tanta solitudine; quella stessa solitudine che caratterizza la vita sociale dei nostri tempi.


8) Le scelte fatte a Fiuggi sono state vincenti?

Sul piano del successo elettorale e politico, è certo che quelle “scelte” hanno vinto. Sono convinto però – continuo a restare convinto esattamente come dissi allora – che il successo elettorale ci avrebbe premiato anche se non avessimo fatto, a Fiuggi, le “rinunce” di cui tanto, e con accanimento,discutemmo. I voti cominciarono a diventare tanti quando ancora eravamo soltanto MSI (come dimostrarono le candidature di Fini a Roma e della Mussolini a Napoli) ma come dimostrarono anche tanti voti in tante città, da Catania all’Aquila a Bologna a Torino e via dicendo). Se mai, dibattito aperto su quello che può definirsi “successo politico”, nel senso di rapporti più facili e più ampi. Se avessimo continuato a tener duro sulle nostre specificità, forse quei rapporti sarebbero stati più difficili. Dico forse perché, riguardando non superficialmente e non faziosamente quegli anni, tanto “isolati” poi non eravamo; e con i Campi Hobbit, le “feste tricolore”, i centri di azione agraria, tanto per fare alcuni dei tanti esempi disponibili. Stavamo ampliando tutti i nostri margini precedenti.


9) Chi ha tradito?

Parola forte, quella di tradimento. Parola terribile che forse si attaglia male a vicende politiche. Che sono per lo più scelte di tattiche diverse e di percorsi divaricati che comunque sempre alla tattica appartengono.


10) Il tradire oggi, a chi conviene?

Non conviene a nessuno. Perché, scelte tattiche diverse e differenziate a parte, tradire oggi significherebbe venir meno sui valori di fondo. In un’epoca nella quale quella che si sente di più - e in modo assolutamente negativo e forviante – è la mancanza di valori “pesanti”, capaci di incidere sul vivere sociale, con ricadute (tutte positive) anche nell’esistenza concreta dei singoli.


11) La situazione politica Europea dove ci porterà?

Ci porta inevitabilmente a far assumere all’Europa un ruolo ”suo”, tra Stati Uniti, Russia e potenze emergenti quali Cina e India, mondo Islamico e terzo e quarto mondo dei paesi poveri. Ma l’Europa potrà far molto non solo se troverà quella misura che oggi le manca ma se saprà elaborare un suo modello “di vivere sociale e civile, altrimenti finirà in una enorme zona di liberoscambismo di uomini, mezzi e di servizi, tornerà ad essere un vasto “mercato comune” di prodotti e non potrà avere ruoli di ambizioni politiche. Per l’Europa ci vuole un “progetto”, ci vuole un “modello” ad alto livello, culturale prima ancora che politico.


12) Tutti i partiti dell’estrema destra Europea, dato il crescente consenso, possono formare un partito unico Europeo?

Certo che possono formarlo. Quando ero Deputato Europeo mi sforzavo di fare il possibile in tal senso. E dissi anche, con molta chiarezza, che il principale avversario da combattere era per noi il “nazionalismo vecchio stile”; sciovinismo di stile e stampo ottocentesco, quello stesso che poi, risalendo alle radici della storia Europea degli ultimi 150 anni, aveva portato a tante guerre civili fra europei. Guerre civili che avevano portato a Yalta alla scomparsa degli europei dalla scena politica mondiale, alla “divisione” del mondo fra Stati Uniti e Russia.


13) Quali di questi nuovi partiti si avvicinano di più alla sua idea di politica?

Sono tutti, almeno in linea di principio, egualmente validi. E mi dispiace di non essere più a Strasburgo per poter lavorare con loro spingendoli a stabilire almeno un “patto di unità d’azione”.


14) Più di 60 anni di politica come li ha vissuti?

Anche qui, non spetta a me personalmente dirlo perché potrei essere spinto da motivazione legate ai miei sentimenti e alle mie scelte. E poi, si tratta, appunto, di un sessantennio, un “tempo” enormemente lungo durante il quale di cose ne sono successe, se ne sono succedute tante. A me sembra di averlo vissuto, questo tempo lungo che va dal 1943 – anno di arruolamento nella Repubblica Sociale, nei suoi Battaglioni “M” prima e poi, da sottotenente della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR), con dignità, con coerenza, con quello che continuo a definire impegno militante.


15) Una frase che la identifichi?

Una frase sola: Fedeltà alle radici.


16) Storace, Fiore, Romagnoli, quale di questi tre personaggi, che sono fuori dal governo, le ispira più simpatia e fiducia?

Per Storace e Fiore, nulla. Fanno i loro “giochi”, la loro politica. Si può condividerne qualcosa e non essere d’accordo su altre, non c’è problema. Per Romagnoli, invece si, e molto. E precisare (in sintesi perché poi molto spazio nemmeno se lo merita) che per lui ho la massima, davvero massima disistima politica.


17) Chi è Pino Rauti?

Torno a ripetere: chi è Pino Rauti, lo devono – meglio lo dovranno – dire, a suo tempo, gli altri.


18) Che cosa è stato per lei Benito Mussolini?

Per l’Italia, l’uomo che la trasformò, anzitutto, in Nazione, da paese e assemblaggio rissoso di gente, quale era. Per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero, un rivoluzionario duttile e “gradualista” che cercò una forma nuova di Stato, al di là della destra conservatrice, ottocentesca, e della sinistra socialista o comunista. Su di lui ho scritto un “pensiero” che qui riporto e che a suo tempo mi costò molto lavoro per “sintetizzare” al meglio.


Un pensiero di Pino Rauti per Lui


BENITO MUSSOLINI
Rivoluzionario, Statista, Legislatore
Nella sua vita tormentata e drammatica:
• bonificò le paludi in Italia e il deserto in Libia;
• pacificò il Capitale con il Lavoro e lo stato con la Chiesa;
• creò lo Stato Sociale e volle il Lavoro al centro dello Stato;
• spezzò l'assedio di 52 Nazioni e spazzò la schiavitù in Etiopia, portandovi un milione di coloni e costruendovi strade, porti, ospedali;
• salvò l'Italia dal comunismo nel 1922 e la Spagna - e con essa l'Europa e il mondo - dal bolscevismo stalinista nel 1936;
• fece dell'Italia, che era nel '22 il Terzo Mondo dell'Europa per malattie, miseria e arretratezza, una Nazione civile e moderna e volse l'autorità dello Stato, al fine del benessere comune;
• volle, con il CORPORATIVISMO prima, inserire le forze del lavoro, della Tecnica, della Scienza e della Produzione nelle strutture giuridiche dello Stato e con la SOCIALIZZAZIONE poi, portare i lavoratori al centro dell'Impresa, con diritto ai suoi utili e alla sua gestione.
Volò alto, Benito Mussolini, sognò di "andare oltre".
Pensava che l'Economia non era il destino dell'Uomo.
Sognò - forse troppo in anticipo rispetto agli uomini del suo tempo e ai mezzi di allora - di spezzare l'egemonia dell'Economia sulla Politica e della Finanza sulla Economia e sulla vita dei popoli.
Alla fine fu vinto non soltanto dall'asse del male plutocratico-comunista, quanto dal tradimento e dai rinnegati.
NOI, che Lo seguimmo fedeli anche sulla trincea estrema dell'ONORE nella REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA, mentre altre abiure si susseguono, riaffermiamo la fede appassionata in LUI, la riconoscenza per l'opera immensa e multiforme che svolse e nella Sua RIVOLUZIONE SOCIALE, nella Sua IDEA, in quel Fascismo inteso come "Sole dei poveri" e speranza e tormento dell'Italia più giovane.
SICURI CHE IL DOMANI APPARTIENE A NOI !

19) Chi è stato Giorgio Almirante?

Una risposta adeguata è impossibile,qui,in poche righe. Perché Almirante è stato un personaggio “complesso”, che ha inciso a lungo e in profondità nell’area di quello che poi è diventato –soprattutto grazie al suo “lavoro politico” – Il cosiddetto “Popolo Missino”. Un area che, all’inizio, era profondamente divisa, quasi spaccata in due, tra il reducismo della RSI e il qualunquismo del centro-sud, dove non c’era stata la guerra civile e prevalevano i monarchici. Solo se si pensa a quella divisione, che diventava poi anche programmatico/politica, fra i fautori della socializzazione e gli esponenti di un moderatismo decisamente conservatore, se si pensa a quanto quella divisione fosse profonda,si può avere chiaro il ruolo enorme esercitato da Almirante nel suo “lungo corso” politico. Io sono stato per anni, come vice segretario del Movimento Sociale uno dei collaboratori più vicini ad Almirante, sempre leale, riferito alle mie tesi e sono stato poi a più riprese leale avversario interno di Almirante, so bene di chi parlo, di chi scrivo. Ruolo enorme, ho detto, quello svolto da Almirante; e se oggi, a tanti anni di distanza mi si chiedesse –come si fa qui,con la domanda cui sto tentando di rispondere- come definire quel ruolo, risponderei che esso è stato di rilevanza storica, frutto anche del singolare carisma personale che Almirante via via ha acquisito. Se mi domandassero i “limiti” di Almirante mi rifarei a quanto sostenevo nelle polemiche di allora: Almirante a mio avviso non seppe cogliere a pieno la possibilità,che anche allora avevamo con quelle ch’io definivo – cercando pure di passare dalla teoria ai fatti,dalle idee e dalle tesi di principio alla operatività concreta- le attività parallele,tutte quelle che allora riuscimmo ad articolare,ebbero non l’avallo ma la critica sospettosa di un Almirante assai guardingo per non dire ostile: dai Campi Hobbit alla “scoperta” della fantasy Tolkieniana, dai Centri di Azione agraria al “recupero” delle dimensioni e dei contenuti di una ideologia “nostra”, che noi sostenevamo essere presente sin dai tempi del Ventennio.

20) I suoi rapporti con Almirante sono stati sempre corretti?

Si, li possiamo definire proprio così, corretti. Sempre corretti,(leali,come ho già detto prima). Sia quando collaboravo con lui, sia quando lo discutevo o addirittura contestavo.

21) Il suo primo, cosiddetto, battesimo del fuoco?


Faticherei molto a individuare una data precisa per quello che definite “battesimo del fuoco”. Fu, se non ricordo male, dal primo congresso Missino del “Valle” con le mie polemiche sul Patto Atlantico. Per molti il Patto era l’approdo logico e acritico del nostro “traghettamento” nella vita politica ufficiale; per me, era solo “una dura necessità, ma non il nostro destino”.

22) Si sente un perseguitato politico?

Se c’è una cosa sicura è che sono stato spesso – non sempre ma spesso – perseguitato. Per le bombe che non ho messo, lo sono ancora oggi, incredibilmente rinviato a giudizio per la strage di Piazza della loggia, a Brescia.

23) La sua verità su………….?

La mia verità su cosa? Sulle stragi, quelle che,come accusa, più mi hanno pesato addosso con anni ed anni di inchieste giudiziarie, da Treviso a Milano e da Bologna a Catanzaro: frutto di servizi segreti deviati, aizzati dalla CIA, per realizzare la strategia della tensione; a beneficio diretto della persistenza della DC al potere.

24) Negli anni ’70 esisteva il soccorso rosso, c’era anche quello Nero?

Forme di “soccorso” esistevano nella nostra area, già prima degli anni ’70, sin dal tempo dei primi Fasci di Azione Rivoluzionaria, i famosi FAR. Allora si aiutavano le migliaia di reduci della RSI, che arano latitanti e ricercati o che usciti di prigione o dai campi di concentramento, si ritrovarono disoccupati, davvero a rischiare di morire di fame. E c’è da sottolineare – ad orgoglio del nostro ambiente umano – che quella situazione disperante fu affrontata con grande dignità: pochi slittarono nella criminalità comune, pochissimi cambiarono bandiera.

25) Quale è stato, secondo lei, l’errore giudiziario più clamoroso per reati di matrice politica?

Quello sulla strage di Bologna. E qui va ricordato il gesto coraggioso e clamoroso di Cossiga che, quando io ero Segretario nazionale dell’altro MSI, chiese pubblicamente scusa per le accuse che, subito dopo l’attentato, anche lui aveva condiviso e portato avanti.

26) La cultura musicale della Destra è molto radicata,come è nata l’idea dei Campi Hobbit?

L’idea dei Campi Hobbit venne a me, proprio partendo dalla constatazione di quanto fosse ampia ed articolata la nostra cultura musicale. E allora con i Campi Hobbit – che non erano solo musica, ma un “contenitore” assai vasto di quelle tematiche nuove sulle quali ritenevo che dovessimo insistere per uscire dall’isolamento e dal nero “nostalgismo” – tentai una riedizione aggiornata dei Carri di Tespi del Ventennio Fascista.

27) I media la trascurano perché?

Perché i media sono al servizio del potere, ieri democristiano, oggi berlusconiano.


28) Lei è sempre stato in prima linea, dove è che ha sbagliato?

Ho sbagliato tante volte; tante che neanche me le ricordo tutte. In 50 anni di vita politica a Roma a Strasburgo a Bruxelles,non poteva non accadere,sarebbe stato strano – impossibile – il contrario. Se mi si domandasse qual è stato lo sbaglio più grosso, mi rifarei - Come detto in qualche altra occasione – di non entrare in AN a Fiuggi. Forse - dico forse, e sottolineo il dubbio perché siamo davvero nel campo dell’opinabile – se fossi rimasto “là dentro” avrei potuto essere più facilmente un punto raggiungibile di riferimento politico.

29) Per lei la vita è come una lotteria, con la scritta ritenta sarai più fortunato?

Non sono d’accordo, la lotta politica non è una lotteria. Non ci sono seconde occasioni.

30) Che cosa vuol dire al Popolo Italiano?

Tornare a credere nei valori; tornare a cercare proposte che siano “progetti”; tornare ad aspirare non nei programmi più o meno intercambiabili, ma nella “concezione dell’uomo e del mondo”.

31) La sua idea per il Popolo?

La mia “idea per il Popolo” è di andare oltre il sistema, liberale capitalistico , è roba dell’ottocento, da accantonare e da superare.

32) Cosa è politicamente scorretto?

E’ estremamente scorretto non tener fede agli impegni presi, alle promesse pubblicamente ( o quelle privatamente ) avanzate; mancare alla parola data.

33) Quando è il momento di dire basta ed uscire dalla politica?

Quando, a qualsiasi età (ma di più, ovviamente, nella tarda età) ci si ritrova nell’impossibilità di lavorare con equilibrio.

34) Il Fascismo è morto?

E’ “passato” ovviamente, come programma e forma di governo, è passato perché non ne esistono più quelle che ne furono le componenti di fondo (e dunque “fondanti”, nel senso che lo sorreggevano). Ma è, a suo modo, “vivo” perché ad esso si può ancora oggi guardare positivamente come ad una “miniera” a cielo aperto di spunti,premonizioni di problemi, indicazioni da riprendere, aggiornandole!

35) Quanto vale l’immagine in politica?

Molto, nel tempo in cui viviamo, anzi moltissimo. Ma sbaglia chi pensa che essa sia tutto. Il vero tutto sono i contenuti.

36) Il suo istinto vero?

Guardare al futuro, non perdere le radici ma sapere – e “sentire” – che dalle radici nascono il tronco,le fronde,i fiori e i frutti. Tante cose ,con il tempo,quello propria e quello che conta per tutti si diceva una volta - mi sembra saggiamente – Lasciamo tempo al tempo…….


Grazie ad un grande Uomo.

Postato da: nerononpercaso a 15:27 | link | commenti (3) |

giovedì, 10 luglio 2008

 

La "crisi" significa anche licenziamenti

 

di PINO RAUTI:

Quando si parla di recessione o di crisi, negli Stati Uniti, ma anche altrove, spesso ci si dimentica di andare a cercare quali sono le conseguenze sul versante dell'occupazione. E' strano ma è così; questo avviene regolarmente come se si trattasse di due "capitoli" diversi di quella che è invece una sola vicenda; con le sue due facce interconnesse.

La verità è, come è stato scritto di recente, che la crisi dei mutui subprime, diventata ormai da tempo crisi finanziaria a 360 gradi, continua a mordere. Fin nel cuore della finanza internazionale, da Wall Street al gotha del sistema bancario svizzero, dai colossi delle banche d'affari, agli istituti commerciali. Con le relative stime di nuove perdite e conseguenti riduzioni di posti di lavoro. Questi ultimi ormai si contano in migliaia: ad oggi, in tutto il mondo i tagli occupazionali nelle principali banche sono ammontati a 80 mila unità; ma se è vero che i 400 miliardi di svalutazioni e perdite annesse ai subprime sono solo la metà di quelle che complessivamente verranno contabilizzate alla fine del percorso, altrettanto comincia a temersi per i licenziamenti.

L'altro giorno è e stata la volta di Citigroup e di Goldman Sachs, che secondo il Financial times ed altre fonti di stampa si appresterebbero a ridurre ulteriormente i propri dipendenti. In particolare, i piani di ridimensionamento degli organici di Goldman Sachs dovrebbero riguardare 1.500posti, dopogli altrettanti tagli già annunciati nei mesi scorsi: complessivamente, l'organico dimagrirà di 3.000 unità, pari al 10% della forza lavo ro. Misure molto incisive, nonostante la banca abbia concluso il trimestre con unutile netto di poco superiore ai 2 miliardi di dollari, superando anche le stime degli analisti.

E continua la stagione dei tagli anche per Citigroup, che secondo quanto riportato dal Wall Street Journal starebbe accelerando sul programma di licenziamenti già annunciati (in tutto 13 mila unità di cui 6.000 nella divisione dell'investment bank): citando fonti vicine alla banca, il quotidiano scrive chenel corso di questa settimana potrebbero arrivare le nuove lettere di licenziamento. Nel settore dell'investment bank al momento la riduzione del personale è arrivata grosso modo a metà del percorso. Anche dal punto di vista dei bilanci, del resto, i colossi bancari non ridono: secondo Bank of America, Merrill Lynch e Ubs si appresterebbero ad annunciare nuove perdite nel secondo trimestre. In particolare, Merrill Lynch potrebbe accusare una perdita di un dollaro ad azione mentre la stima precedente parlava di un utile pari a 31 centesimi, per un totale di 3,5 miliardi di dollari. Le stime di Bank of America prevedono un trimestre in rosso anche per il colosso svizzero Ubs: le perdite dovrebbero aggirarsi intorno ai 7 miliardi di dollari, un rosso pari a 1,7 dollari ad azione contro una stima precedente di un utile di 31 centesimi. Un portavoce della banca si è rifiutato di commentare la notizia, ed ha rimandato alla prossima trimestrale, a metà agosto. Ma la Borsa ha dato evidentemente credito alle nuove stime, facendo scendere il titolo del 4,42%.

Del resto, sui listini europei il comparto finanziario ha generalmente pagato pegno alle rinnovate turbolenze finanziarie, perdendo in media il 4% (dalCrédit Agricole, ad Hbos a Dexia) mentre gli indici non hanno segnato forti oscillazioni intorno alla parità. Con l'eccezione di Londra, che ha segnato un rialzo dello 0,83% e dell'apparente calo del Mibtel (meno 0,29%) in realtà influenzato dallo stacco cedole.

E' stata anche redatta la "Caporetto dei sub-prime", con in testa la Citi Group con quasi 43 miliardi di dollari di "svalutazione e perdite sui crediti." Seguono la UBS, con 38,2 e la Merril Lynch, con 37,1. E ancora: la HSCB (con 19,5 miliardi di dollari), la IKB-Deutche, con 15,9; la RBS, con 15,2; La Bank of America(15,1) e la Morgan Stanley(14,1)

Pino Rauti

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domenica, 22 giugno 2008

S E G R E T E R I A  N A Z I O N A L E

 

C O M U N I C A T O  S T A M P A

 

LA CAMPANIA, DOPO QUINDICI ANNI DI BASSOLINISMO,  E’ ANCORA UN LABORATORIO POLITICO: IL CONSOCIATIVISMO POLITICO TRIONFA ANCHE SULLA TRAGEDIA RIFIUTI E DISCARICHE! BASSOLINO E’ STATO SALVATO DA BERLUSCONI!

 

   Sull’argomento, il vice segretario nazionale e responsabile del dipartimento per le politiche del Mezzogiorno del Movimento Idea Sociale con Rauti, Raffaele Bruno, impegnato nella battaglia contro l’apertura della discarica di Chiaiano, ha dichiarato:

 

   “Dopo quindici anni di malgoverno del centro-sinistra e di bassolinismo sembrava difficile pensare che la nostra Regione possa essere ancora un laboratorio politico in piena attività. Già prima dell’emergenza rifiuti e della vittoria del Cavaliere, il modello campano s’interrogava sul fallimento dell’azione politica che ha fondato le sue radici nell’intreccio tra spartizione politica e malaffare. Solo qualche mese prima delle elezioni politiche il cartello di sinistra aveva chiesto un atto di discontinuità e le dimissioni del governatore, incalzato dalle manifestazioni del centro destra che ne chiedeva le dimissioni immediate.. E’ arrivato poi il Cavaliere ed ha stipulato un patto con Bassolino. Il succo è il seguente: tu sei finito ed io ho un problema. Facciamo un patto, tu mi dai una mano sui rifiuti ed io ti faccio stare tranquillo fino alle elezioni europee. Così le manifestazioni sono finite. Il centro destra minaccia espulsioni a chiunque faccia la battaglia contro la discarica di Chiaiano. Il governatore si è ripreso ed è diventato il più acceso tifoso di Berlusconi sul decreto sui rifiuti e così sarà per tutte le decisioni future sui rifiuti in Campania. Il MIS, invece, nel denunciare questo clima di consociativismo politico, annuncia la sua opposizione fino alla fine alla follia di realizzare una mega discarica nelle cave di Chiaiano e sarà in piazza con la gente che lotta per una battaglia giusta”!

 

Napoli, 21 giugno 2008                    L’Addetto Stampa del MIS con Rauti

                                                                          (Giovanni Mazzei)

 

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martedì, 17 giugno 2008

17 GIUGNO 1974 - 17 GIUGNO 2008 - PER NON DIMENTICARE

L'attacco alla sede MSI di Padova è stata una azione criminosa condotta il 17 giugno 1974 da un gruppo di fuoco delle Brigate Rosse ai danni dell'edificio in cui si trovavano gli uffici padovani del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale.

L'attacco causò due vittime, Giuseppe Mazzola (Telgate (BG), 21 aprile 1914 - Padova, 17 giugno 1974), carabiniere in congedo, e Graziano Giralucci (Villanova di Camposampiero (PD), 7 dicembre 1944 - Padova, 17 giugno 1974), agente di commercio e militante del Movimento Sociale Italiano, ed è stato il primo omicidio compiuto dalle Brigate Rosse.

Il MIS - Liste Rauti di Milano non Vi dimentica. ONORE AI CAMERATI CADUTI.

Lorenzo Guerneri - Federale MIS - LISTE RAUTI - Milano.

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martedì, 03 giugno 2008

PERCHE’ E’ GIUSTO DEDICARE VIE E STRADE A GIORGIO ALMIRANTE.

Chi scrive ha militato nel FDG e nel MSI-DN da quando aveva 14 anni e, come tutti i Missini che si rispettano conosce bene la storia di Giorgio Almirante.
E’ di questi giorni la polemica se sia lecito o no dedicare una Via a Giorgio Almirante.
Ma, come mio stile, io vorrei fossero i FATTI a parlare prima ancora delle parole.
Prendo in prestito, dall’enciclopedia On Line Wikipedia l’illustrazione esatta del perché Almirante sarebbe indegno di avere una via a se intitolata:
iniziò la sua carriera come cronista presso il quotidiano fascista Il Tevere dove lavorò fino al 1943 e di cui fu caporedattore. Firmatario nel 1938 del Manifesto della razza, dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista La difesa della razza come segretario di redazione.
Su questa rivista si occupò di far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista, che già avevano portato all'approvazione nel 1938 delle leggi razziali fasciste, e che faticavano ad imporsi nella società italiana, dov'erano percepite come un elemento estraneo alla cultura nazionale. All'accusa che il regime si stesse appiattendo sempre più sulle posizioni naziste, Almirante, nell'ottobre del 1938, rispondeva che:

Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera »

(Giorgio Almirante,[1] 1938)

Ancora nel maggio del 1942 Almirante, nell'articolo "Contro le pecorelle dello pseudo-razzismo antibiologico", ribadiva l'adesione del regime alle tesi razziste rispondendo alle accuse che le indicavano come un corpus estraneo alla cultura cattolica e nazionale:

« Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo »

(Giorgio Almirante,[2] 1942)

La collaborazione a La difesa della razza fu l'unica esperienza che Almirante sconfessò completamente affermando "di aver superato la sua adesione al movimento razzista per ragioni umane e concettuali, per uno di quei superamenti di coscienza ai quali bisogna pur pervenire se si vive con piena onestà la propria fede e la propria dottrina".[3]



Aldo Moro, statista democristiano ucciso barbaramente dalle Brigate Rosse affermò quanto segue (Storia Illustrata – 1943). A Lui sono intestate tantissime vie, piazze e atenei scolastici, inoltre,il giorno nazionale delle vittime del terrorismo coincide con l’anniversario della Sua morte per decisione dello Stato. Ecco cosa disse:
"La razza è l'elemento biologico che, creando particolari affinità, condiziona l'individuazione del settore particolare dell'esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo della particolarità dello Stato";


Ed ecco cosa disse colui che per me (ma anche per milioni di Italiani di tutte le idee politiche, anche le più lontani dalle mie e dalle nostre) è stato il più grande dei Giornalisti Italiani, Indro Montanelli, che, seppur ateo fu amico dell’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II (a cui sono dedicate Vie, Piazze e quant’altro), da “Civiltà Fascista – 1936”: “Non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può. Non si deve. Almeno finché non si sia data loro una civiltà..... non cediamo a sentimentalismi...niente indulgenze, niente amorazzi. Si pensi che qui debbono venire famiglie, famiglie e famiglie nostre. Il bianco comandi."

E che ne dice il signor Pacifici del pluripremiato scrittore Paolo Monelli, giornalista progressista alla Stampa che sul Corriere della sera nel 1939 aveva scritto: “Gli ebrei appaiono tutti uguali, come i cinesi, come i negri, come i cavalli, adeguati agli incroci consanguinei, dall'eguale vita, dagli uguali squallidi orizzonti. Non si capisce la ragione di questo darsi d'attorno per tutta la giornata, di questo affaccendarsi senza tregua. Sono miserabili, tengono stretti i loro quattrinelli nella pezzuola o nel pugno. Sono un inesausto serbatoio, questi ghetti polacchi. Ogni anno di ebrei ne emigrano a decine di migliaia, invadono il mondo, eppure son sempre più numerosi. Sono oggi quattro milioni, prolifici e straordinariamente resistenti nonostante le miserabili condizioni di vita. La Polonia paga oggi il filo di una politica troppo accogliente per secoli”.

E sempre sul Corriere l'anno prima il poi comunista Guido Piovene: "Si deve sentire d'istinto, e quasi per l'odore, quello che v'è di giudaico nella cultura. Gli ebrei possono essere solo nemici e sopraffattori della nazione che li ospita. Di sangue diverso e coscienti dei loro vincoli, non possono che collegarsi contro la razza ariana. L'enorme numero di posizioni eminenti occupate in Italia dagli ebrei è il risultato di una tenace battaglia".

Non Adolf Hitler ma Giorgio Bocca, ben presto partigiano nel Partito d'Azione e paladino della finanza cosmopolita, nell'estate del '42 in “La provincia granda” dava questa lettura della causa della Seconda Guerra Mondiale: "Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l'idea di dovere, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?"

Un mese più tardi su “Roma Fascista” il successivo paladino del progressismo internazionalista, Eugenio Scalfari, sosteneva, ovviamente non ancora su Repubblica che avrebbe diretto per un ventennio: “Gli imperi moderni quali noi li concepiamo sono basati sul cardine razza, escludendo pertanto l’estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti

Nazista doc, anzi nazista zac, la seguente affermazione apparsa su “Santa Milizia” nel 1939 sotto il titolo "Problemi razziali: il meticciato": "La razza può considerarsi come un termine intermedio tra individuo e specie, cioè fra due termini opposti, intendendo la specie, nel suo significato biologico, come la somma di tutti gli individui capaci di dare fra loro incroci fecondi". Autore: il futuro leader della sinistra democristiana Benigno Zaccagnini, dirigente partigiano.

Giorgio Almirante ha dedicato, dal 1945 in poi, l’intera Sua vita politica a favore dell’anticomunismo da una parte e della pacificazione nazionale nella verità storica dall’altra. E’ stato davvero “Un esempio da seguire e un grande Italiano”. Fu Lui, ad esempio, ad andare ai funerali di Enrico Berlinguer, segretario del PCI, da Almirante stimato, non certo perché comunista, ma per il tentativo parallelo di scoprire chi fomentava il terrorismo delle opposte fazioni e nel tentativo di giungere ad una pacificazione nazionale.

Oggi il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, dopo aver ripudiato gli insegnamenti di Almirante da tantissimi anni, non ha perso l’occasione di ri-dissociarsi dallo stesso, salvo poi dire che “era una brava persona”. Noi ci dissociamo dalla sua parentesi politica razzista certo, ma Lui per primo se ne è dissociato e, proprio per questo diciamo “che non vediamo alcunché su cui dissociarci” e che dedicare delle Vie o delle Piazze ad un Politico retto, onesto, che NON HA MAI RUBATO NEPPURE UN CENTESIMO, lottando sempre nell’interesse dell’Italia e degli Italiani ha tutto il diritto di essere ricordato, e gli Italiani hanno il dovere di farlo.

Lorenzo Guerneri – Federale MIS – Lista Rauti MILANO.

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sabato, 17 maggio 2008

 

    S E G R E T E R I A  N A Z I O N A L E

                                       

                                     C O M U N I C A T O  S T A M P A

 

L’ON. PINO RAUTI CONVOCA LA SEGRETERIA NAZIONALE DEL MOVIMENTO IDEA SOCIALE A ROMA!

 

   Sabato 31 maggio 2008, alle ore 10,00, presso l’Hotel Massimo D’Azeglio, a duecento metri dalla Stazione Termini di Roma, avrà luogo la riunione della Segreteria Nazionale del Movimento Idea Sociale con all’ordine del giorno:

1)    Relazione del Segretario Nazionale sull’attuale situazione politica e sulle prospettive future;  2) Dibattito;  3) Varie ed eventuali.

 

Roma, maggio 2008                      L’Addetto Stampa del MIS con Rauti

 

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martedì, 15 aprile 2008

Analisi delle Elezioni di Raffaele Bruno

Il nostro impegno politico va oltre le elezioni. subito in piazza per fare una politica popolare e di difesa della giustizia sociale

Il primo dato che emerge è quello che il Popolo delle Libertà ha stravinto ed è nelle condizioni di governare l’Italia per i prossimi cinque anni, avendo una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato. Il secondo, (fatto epocale) è che a seguito di queste votazioni non saranno più rappresentati in Parlamento tutti i Partiti che si rifacevano a delle ideologie, sia di destra che di sinistra. Da proporzionalista convinto credo che questo sia un danno per l’Italia. Avere escluso rappresentanze politiche che potevano portare un proprio contributo importante per il pluralismo e il confronto democratico in Parlamento rappresenta un errore grave per tutti. Noi del MIS con Rauti abbiamo, in questa competizione elettorale, sostenuto Forza Nuova e il suo leader Roberto Fiore con lealtà e impegno, pur con pochi mezzi economici e propagandistici a disposizione. Molti dirigenti missini si sono candidati in prima persona ed abbiamo messo a disposizione le nostre sedi e i nostri militanti per la campagna elettorale lavorando sodo.

Gli oltre centomila voti ottenuti, sono stati guadagnati sfidando le caste, i poteri forti e le macchine elettorali super organizzate, che hanno speso milioni di euro. Abbiamo lottando piazza per piazza e casa per casa proponendo un programma di alto contenuto sociale e di opposizione dura al regime. Non siamo stati, purtroppo, premiati dall’elettorato. Questo non ci deve scoraggiare. La nostra passione e il nostro impegno politico, sociale e popolare va oltre le elezioni che passano, mentre i Partiti, quelli veri e forti, restano e lottano con il popolo e per il popolo senza arrendersi mai. Occorre, dunque, vigilare affinché chi governerà prossimamente l’Italia tuteli effettivamente le fasce deboli della società e svolga una politica a favore dello sviluppo autentico dell’intero Paese, dei lavoratori, delle donne, delle aziende in difficoltà, del Mezzogiorno, dei giovani e degli anziani.

Anche se il nuovo Partito di centro realizzato da Berlusconi e Fini, con l’appoggio della Lega e del MPA, ha avuto una valanga di voti non gli risparmieremo critiche e opposizione dura se nel governare non rispetterà gli impegni assunti in campagna elettorale con il popolo italiano. Ad iniziare da quello di aiutare le famiglie in difficoltà, dare lavoro vero ai giovani, bloccare l’immigrazione selvaggia e clandestina, bloccare l’egoismo del sistema bancario, realizzare sviluppo e politiche sociali a favore dello stato sociale e risolvere subito la vergognosa emergenza esistente in Campania da più di quindici anni dei rifiuti, delle discariche tossiche e nocive e della conseguente emergenza sanitaria. Adesso più che mai chiederemo in Campania le dimissioni di Bassolino, le elezioni anticipate e lo scioglimento del Consiglio regionale, stracolmo di inquisiti e arrestati e faremo il nostro dovere di militanti socialpopolari nel denunciare fatti e misfatti legati alla politica clientelare che ha affossato il Sud e portato l’Italia al collasso. Andiamo avanti camerati. L’Italia ha ancora bisogno di noi!.

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